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		<title>ZIS 101</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 08:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>moromodel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un modello particolare che ho avuto il piacere di acquistare direttamente a Mosca durante un viaggio di lavoro. Ne ho acquistati  diversi di diverse tipologie, un camion, una corriera e due auto, una delle quali è questa. La ditta ZIS ha prodotto questo modello siglato semplicemente ZIS 101, dal 1936 al 1939, montava un motore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un modello particolare che ho avuto il piacere di acquistare direttamente a Mosca durante un viaggio di lavoro. Ne ho acquistati  diversi di diverse tipologie, un camion, una corriera e due auto, una delle quali è questa. La ditta ZIS ha prodotto questo modello siglato semplicemente ZIS 101, dal 1936 al 1939, montava un motore 8 cilindri di 5.766cc per una potenza di 90hp a 2800g/m cambio a 3 marce sincronizzate per una velocita massima di 115km/h. </strong></p>
<p><span id="more-61"></span></p>

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<p><strong>Lunga 5750 cm era costruita solamente per uso di limousine e non era in vendita, e fu creata per il governo e principalmente di colore nero, solo alcune furono realizzate in blu opaco o argento.</strong></p>
<p><strong>Nel 29/04/1936 nel Cremino venne presentato il prototipo alla presenza di Stalin che poi utilizzò questa auto per i suoi spostamenti. Parliamo del modellino, dimentichiamoci delle plastiche e degli accessori a cui siamo abituati, anche facendo paragoni con modelli di circa 15 anni fa, dire che il kit si presenta spartano è poco, scatola di cartone, resina indecifrabile e cristallina, pochissimi particolari, ma in compenso la riproduzione delle coperture delle due ruote di scorta sono realizzate in metallo al tornio. La pulizia della scocca è l’operazione più delicata, occorre lavorare solamente di carta fine e fresini a bassa abrasività e utilizzare una mascherina perché la polvere che ne scaturisce dalal lavorazione è più fine del talco. Passata questa fase, bisogna adattare e aggiustare fra di loro gli accoppiamenti dei componenti, operazione non facile in quanto la resina non si modella, provare a deformarla, anche di poco, significa romperla con le conseguenze immaginabili. Ora bisogna preparare i vetri, si utilizza dell’acetato, operazione facilitata considerando che i vari finestrini sono praticamente pari, solo il lunotto posteriore presenta una leggera bombatura. Passata anche questa fase si procede alla verniciatura dei vari componenti, qui la fantasia conosce limiti, interni grigi esterni neri. I componenti in metallo, tenerissimo, si piega solo a guardarlo, sono solo spazzolati e lucidati. Un modello particolare che ha dato soddisfazione.  </strong></p>
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		<title>Il modellismo che passione</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 15:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>moromodel</dc:creator>
				<category><![CDATA[GENERALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Perchè il modellismo, cosa fa scattare la voglia di assemblare un modello in scala dedicando ore e pazienza alla sua realizzazione? Possono essere tante le motivazioni e tutte sicuramente valide, per me è stato soltanto il desiderio di avere tutte quelle belle cose, leggi auto e moto, che fin da piccolo vedevo sfrecciare nelle strade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_52" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a class="highslide img_6" href="http://moromodel.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/moto.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-thumbnail wp-image-52 " title="moto" src="http://moromodel.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/moto-150x150.jpg" alt="" width="100" /></a><p class="wp-caption-text">Ducati 996</p></div>
<p>Perchè il modellismo, cosa fa scattare la voglia di assemblare un modello in scala dedicando ore e pazienza alla sua realizzazione? Possono essere tante le motivazioni e tutte sicuramente valide, per me è stato soltanto il desiderio di avere tutte quelle belle cose, leggi auto e moto, che fin da piccolo vedevo sfrecciare nelle strade e che non avrei sicuramente potuto avere tutte dal vero per ovvi motivi, quindi scoperto che con poca spesa potevo rimirare tutte le volte che lo desideravo il modello dei miei sogni, ho iniziato dedicando i miei primi risparmi e il mio tempo libero a questo hobby.<span id="more-29"></span></p>
<p>Ovviamente gli inizi non sono certo stati i migliori, il primo modello fu, nel lontano 1972, un aereo della seconda guerra mondiale utilizzato per giocare con i soldatini, ma principalmente per via della bella figura femminile stampata sulla carlinga, un disastro terribile! Tanti particolari non li montai nemmeno, chiusi i pezzi rimasti o che non riuscivo a posizionare, nella fusoliera. Quando lo prendevo in mano, più che un modello di aereo, mi sembrava uno strumento musicale, tanto era il rumore causato dai pezzi sciolti. Poi crescendo cominciai ad appassionarmi ai motori. Era l&#8217;epoca delle gare in salita, dove potevo ammirare le varie Abarth, le Cooper e tante altre, sogni impossibili, ma in piccolo&#8230;&#8230;.Poi finalmente i 14 anni, il primo motorino, e allora cominciai a dedicarmi anche alle motociclette. I primi modelli furono moto da regolarità: SWM, Maico, KTM e altre da fare invidia a un concessionario. Ovviamente tutte tratte dal reparto usato poichè i montaggi non si potevano certo definire buoni! Ma la voglia di costruire, il desiderio di possedere determinati modelli era tanto forte che lentamente modello dopo modello, l&#8217;esperienza aumentava e potevo vedere finalmente delle realizzazioni decenti.</p>
<p>Fu la passione che mi spinse a superare le delusioni delle prime mostre a cui parteciapi, era come entrare in pista con uno scooter e sfidare la Honda 500NSR! Ma le soddisfazioni non tardarono a venire, e con l&#8217;impegno e la voglia di ottenere sempre migliori risultati, i riconoscimenti arrivarono. Oggi il modellismo non è solo un hobby, ma un momento di relax dove isolarsi dal mondo, immerso nella mia officina in scala e passare ore nella creazione di quelli che io chiamo confidenzialmente &#8220;i miei bimbi&#8221;. Vedere crescere dalle proprie mani una motocicletta, vedere che una scatola di pezzi di plastica diventa il modello di una moto o di un’auto è un piacere. Mentre monto un&#8217;iniettore o infilo il cavo della frizione, già penso a come migliorare, le modifiche che avrei potuto realizzare e che non ho visto in tempo, ma il prossimo! E così guardando i giornali e facendo lavorare la fantasia si cerca di progredire. Per quanto riguarda l&#8217;attrezzatura necessaria, inizialmente bastano poche cose. Un tronchesino per togliere i pezzi dalla stampata senza rovinarli, un taglia balsa, una lima piatta e una a coda di topo. Cacciaviti piccoli di vario taglio e tela fine completano il neccessario per i primi montaggi. I pennelli di varie forme, piatta e tonda sono quelle che utilizzo di più, vanno puliti ogni volta che vengono usati. Un buon pennello, morbido e pulito, può fare la differenza nello stendere la vernice, quindi non abbiate scrupoli nel cambiarli spesso. Lo stucco da me utilizzato è di due tipi: stucco a spruzzo in bombolette e stucco in tubetti. Il primo lo utilizzo come fondo prima della verniciatura e per livellare piccole imperfezioni della superficie, mentre lo stucco in tubetto è utile per riempire avvallamenti dovuti al ritiro della plastica, oppure per migliorare gli accoppiamenti che non risultano perfetti. Altri utensili integreranno di volta in volta l&#8217;officina con l&#8217;aumentare della manualità e con l&#8217;esigenza di lavorare sempre in condizioni ottimali. Quindi l&#8217;acquisto di un trapanino manuale o di un aerografo sarà l&#8217;inevitabile passo successivo. La fantasia, la capacità manuale unita alla passione crescente, permetterà a ognuno di noi di scoprire da soli tanti piccoli trucchi che permetteranno di migliorare. Una cosa è importante, non avere mai fretta di vedere finito un modello. La fretta è nociva al modellismo, e poi a mio parere il bello di questo hobby è il montaggio, e se il modello finito non viene come si desidera non scoraggiarsi, è tutta esperienza che servirà a migliorare  il successivo modello. Se vi dico quanti modelli ho buttato via non basterebbe tutto un libro, ma insistendo le soddisfazioni non mancheranno. Inevitabile che con il passare del tempo e l&#8217;esperienza acquisita, si senta la voglia di fare qualcosa di personale, una special, una moto completamente diversa da quella originale. Anche questo è possibile, magari utilizzando come base un modello esistente e modificando tutto quello che si vuole. Quindi tutti in carena e via con colla, vernici e buon montaggio a tutti.</p>
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